E’ evidente a tutti ormai, appassionati e no, che negli ultimi
anni l’Italia s è letteralmente impossessata della scena
hard/melodica, potendo competere alla pari coi più quotati
(e la loro tradizione pesa ancora…) scandinavi, almeno in ambito
europeo (ma gli States riusciranno poi a riprendersi?). Shining Line,
Lionville, ma citare tutti i progetti diverrebbe esercizio estenuante,
sono solo due nomi fra i tanti emersi in pochi mesi, un concentrato
di classe e di eleganza che finalmente trova adeguato supporto in
produzioni all’altezza delle esigenze del mercato (ammesso che
esista ancora, un mercato discografico…).
Appartengono al passato prove eccellenti dal punto di vista compositivo
ed esecutivo, penalizzate però da un suono povero che vanificava
sforzi e passione, ora finalmente ogni tassello è perfettamente
inserito nel complesso e variegato mosaico che è il settore
melodic italiano. Absynth Aura possono contare sull’esperienza
di Michele Vioni (il Dr. Viossy di Killing Touche e Mr. Pig) e del
suo collega JT Terenziani, eppoi sulla grinta di una vocalist di razza
come Claudia “Klod” Saponi, che interpreta con piglio
autorevole sia ballate come “Looking for the one” sia
i tempi più sostenuti di “Desert flower” o “Understand
my fight”. Un suono moderno (doverosa citazione pure per lo
skin-beater Mark Renzi), che fonde in un unico crogiuolo il class-metal
codificato dagli svedesi colle sonorità più aspre degli
Alter Bridge, e che in “Life” trova spunto pure nei Lacuna
Coil meno oscuri e più inclini all’airplay (bella poi
la cover di “Zombie” dei Cranberries).
“Unbreakable” è figlio legittimo di questi anni,
ove il confronto tra generi solo apparentemente distanti concettualmente
fra loro si trasforma in palestra ideale ove dare libero sfogo alla
propria vitalità artistica. Con risultati eccellenti, come
dimostrato da questo disco godibilissimo, dalla prima all’ultima
traccia. AM
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