Ennesimo gruppo teutonico all'insegna di un gothic contaminato col
metal e con la techno, soliti i nomi di riferimento e solite le atmosfere.
Tutto già sentito e già vissuto, ma è tutto da
buttare? No, il disco funziona, i brani hanno un tiro discreto, anche
se non c'è nessuna novità e le emozioni sono le stesse
di sempre, le solite atmosfere cupe e apocalittiche esaltate da un'elettronica
claustrofobica e dai riffs di chitarra ossessivi, con un cantato malsano
e distorto, eppure la minestra continua ad avere un sapore piacevole.
Otto brani piuttosto ben assembrati fra cui spiccano vari episodi
come "Leiche Zur See", ma continuo ad avere l'impressione
che questo sia per lo più un disco di riempimento, buono per
intrattenere l'audience di un locale alternativo, ma assolutamente
superfluo in una raccolta domestica dove devono trovare posto ben
altri dischi.
Il libretto completamente in tedesco e la mancanza della biografia
non mi consentono di parlare molto di questa band, che sembra ruotare
attorno alla coppia Yantit e Allen Konstanz, col contributo di altri
musicisti. Al sesto brano la proposta incomincia a perdere spessore
e interesse, la discreta fattura non basta più servirebbe anche
un po' di personalità. Peccato. GB
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