Rock Impressions

Museo Rosenbach - Zarathustra MUSEO ROSENBACH - Zarathustra
Ricordi
Distribuzione italiana: si
Genere: Prog
Support: Lp 1972 - CD
 
“L’uomo museo è lavaggio del cervello, utopia e falsità… Il museo è aperto a tutti i secoli ed a tutte le illusioni, ma non è mai” Queste sono le parole che presentano questo unico disco dei Museo Rosenbach, ennesima band italiana mordi e fuggi del panorama Progressive Italiano. E’ intrinseco il fatto di non voler essere conformisti, il quintetto di Bordighera non vuole l’oggettiva standardizzazione del proprio essere. Il problema è che nei primi anni ’70 non la voleva nessuno. Con l’attenzione rivolta verso l’Inghilterra, le nostre band cercarono di estrapolare il meglio da quanto ascoltato oltre confine e di amalgamare il tutto con la propria mediterraneità. Inutile citare band come PFM, o Banco Del Mutuo Soccorso, le mitiche ORME o i “sovversivi” Area, ottime portabandiera di questo pensiero, sono sicuro che le conoscete gia. Il successo è quindi dietro l’angolo, perché la gente segue il movimento Rock, il Progressive è comunque mediatico di approfondimento culturale, una musica che fa pensare, riflettere e spesso associata ad una certa flangia politica. Si contesta in quegli anni, la strage di Piazza Fontana ha fatto da miccia a questo susseguirsi di band di sinistra, anche se a molte di loro non interessa veramente la politica, ma solamente di suonare. Tuttavia il panorama che si prospetta è questo, volenti o nolenti. I Museo Rosenbach hanno avuto una storia differente, a causa della copertina composta come un puzzle da immagini varie, sono stati schedati come gruppo di destra, a causa della piccola foto del volto di Mussolini. Chi segue il genere li relega immediatamente in questo contesto politico, quasi ghettizzandoli, anche a torto, perché in verità la musica, che è arte, non è ne di destra ne di sinistra.

La carriera del quintetto inizia nel 1972, come spalla a band come Delirium o Ricchi E Poveri, i testi composti sono di non semplice assimilazione, in quanto ispirati ed estrapolati da classici della letteratura come quelli di Friedrich Nietzsche. Ovviamente la musica si adegua a questo pensiero, rappresentando al meglio il movimento mentale della proposta. Si parla dell’Uomo dunque e in maniera filosofica, mentre la musica propinataci è un Rock sinfonico, adiacente allo stile Banco Del Mutuo Soccorso, con tastiere ovviamente in evidenza. Il lavoro principe lo svolge dunque Pit Corradi, mentre le chitarre di Enzo Merogno comunicano alla grande con la ritmica composta da Alberto Moreno (basso) e da Giancarlo Golzi (batteria) , pur sganciandosi di tanto in tanto in buoni assolo. La voce è quella di Stefano Galifi, soprannominato Lupo.

La band si scioglie quasi subito per i motivi di cui sopra, la gente non assegna loro la giusta attenzione, solo nel 2000 Giancarlo Golzi, poi anche batterista dei più fortunati Matia Bazar, riforma il Museo e produce un disco dal titolo “Exit”, ma è tutta un'altra storia.”Zarathustra” è consigliato a chi si vuole fare un idea di quali erano le cosiddette band minori del Pop italiano degli anni ’70, mentalmente più Heavy loro che 1000 band Metal di oggi. Storici MS

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