Oltre ottomila persone hanno accolto il musicista inglese al parco
Ragazzi del ’99 di Bassano del Grappa, location che con questa
serata ha chiuso un intenso cartellone che vedeva in programma un
altro “leone” del rock inglese, il guascone Rod Steward,
anche lui salutato da una grande partecipazione di pubblico.
La prima cosa che ha colpito è stata la scelta di presentarsi
con una formazione a tre col fidato Dominic Miller alla chitarra e
Christophe Maas alla batteria, un classico power trio che ha riportato
immediatamente alle origini coi Police, che sono ricordati come uno
dei gruppi più originali degli anni ‘80. Anche il palco
era essenziale, tutto era studiato per mettere in primo piano la musica,
vera protagonista della serata. E il concerto, come per ribadire il
concetto, è iniziato con Message in a Bottle. La scaletta poi
è proseguita alternando pezzi della carriera solista, a partire
dalla recente I Wrote Your Name, a diversi classici dei Police, un
vasto repertorio a cui attingere. La scelta dei brani ha privilegiato
pezzi adatti all’esecuzione a tre, con lunghe jam sessions che
hanno incantato il pubblico. Tre grandi musicisti che non si sono
risparmiati, i brani si sono susseguiti quasi senza pause, solo di
tanto in tanto Sting diceva qualcosa in un buon italiano, mentre la
sua presenza statuaria catalizzava lo sguardo dei presenti.
Brani muscolari, dove è emersa la potenza esecutiva dei tre
musicisti, si sono alternati ad altri molto poetici e raffinati. Così
episodi di grande suggestione come Fields of Gold si sono incastonati
perfettamente con altri incalzanti come Can’t Stand Losing You.
Un viaggio nella memoria collettiva dei presenti che hanno salutato
con entusiasmo titoli come Shape of My Heart e Brand New Day. A questo
punto Sting ha invitato il pubblico ad alzarsi, riportando un po’
di democrazia in un sistema che impone prezzi differenziati tra le
prime fila e le ultime. Il pubblico non si è fatto pregare
ed ha invaso lo spazio libero dando sfogo alla propria gioia di essere
presente a questo evento.
Il finale è stato un crescendo emotivo con l’esecuzione
della bellissima Desert Rose seguita dall’inno Every Breath
You Take. Una breve pausa e sono arrivati i bis: l’immancabile
Roxanne e l’immortale Fragile, cantata da tutti i presenti a
voce bassa, con un raccoglimento che ha trasformato il brano in una
sorta di preghiera collettiva, aggiungendo un tocco di spiritualità
ad un evento indimenticabile.
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