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Rock Impressions

STING - Sting 3.0 World Tour - Bassano (VI), 31-07-2026
di Giancarlo Bolther


Oltre ottomila persone hanno accolto il musicista inglese al parco Ragazzi del ’99 di Bassano del Grappa, location che con questa serata ha chiuso un intenso cartellone che vedeva in programma un altro “leone” del rock inglese, il guascone Rod Steward, anche lui salutato da una grande partecipazione di pubblico.

La prima cosa che ha colpito è stata la scelta di presentarsi con una formazione a tre col fidato Dominic Miller alla chitarra e Christophe Maas alla batteria, un classico power trio che ha riportato immediatamente alle origini coi Police, che sono ricordati come uno dei gruppi più originali degli anni ‘80. Anche il palco era essenziale, tutto era studiato per mettere in primo piano la musica, vera protagonista della serata. E il concerto, come per ribadire il concetto, è iniziato con Message in a Bottle. La scaletta poi è proseguita alternando pezzi della carriera solista, a partire dalla recente I Wrote Your Name, a diversi classici dei Police, un vasto repertorio a cui attingere. La scelta dei brani ha privilegiato pezzi adatti all’esecuzione a tre, con lunghe jam sessions che hanno incantato il pubblico. Tre grandi musicisti che non si sono risparmiati, i brani si sono susseguiti quasi senza pause, solo di tanto in tanto Sting diceva qualcosa in un buon italiano, mentre la sua presenza statuaria catalizzava lo sguardo dei presenti.

Brani muscolari, dove è emersa la potenza esecutiva dei tre musicisti, si sono alternati ad altri molto poetici e raffinati. Così episodi di grande suggestione come Fields of Gold si sono incastonati perfettamente con altri incalzanti come Can’t Stand Losing You. Un viaggio nella memoria collettiva dei presenti che hanno salutato con entusiasmo titoli come Shape of My Heart e Brand New Day. A questo punto Sting ha invitato il pubblico ad alzarsi, riportando un po’ di democrazia in un sistema che impone prezzi differenziati tra le prime fila e le ultime. Il pubblico non si è fatto pregare ed ha invaso lo spazio libero dando sfogo alla propria gioia di essere presente a questo evento.

Il finale è stato un crescendo emotivo con l’esecuzione della bellissima Desert Rose seguita dall’inno Every Breath You Take. Una breve pausa e sono arrivati i bis: l’immancabile Roxanne e l’immortale Fragile, cantata da tutti i presenti a voce bassa, con un raccoglimento che ha trasformato il brano in una sorta di preghiera collettiva, aggiungendo un tocco di spiritualità ad un evento indimenticabile.


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