I Vade Aratro sono un trio capitanato dall’artista Marcello
Magoni, impegnato anche in altre forme d’arte come la scultura
e la pittura, in cui si distingue con opere suggestive. Marcello canta
e suona la chitarra, il piano e la fisarmonica, Federico Negrini lo
accompagna al basso e voce, alla batteria e voce, infine, troviamo
Riccardo Balboni.
Nati nel 2006 ci consegnano il loro quarto album in studio dal titolo
I Racconti del Macero. Ci sarebbero tante considerazioni da fare ne
propongo una. Vista la natura “agreste” del progetto si
potrebbe pensare ad una band goliardica, in effetti c’è
una corposa dose di goliardia nei loro testi, ma non è solo
questo, i Vade Aratro vanno a coprire quello che credo essere un “buco”
nel nostro panorama musicale, l’unione di folk e metal. Non
fraintendetemi, ci sono diverse band che fanno folk metal di stampo
celtico, ci sono i Folkstone che propongono forti radici con il territorio
bergamasco da cui provengono. Ma i Vade Aratro non appartengono a
questi filoni, il loro essere folk ha qualcosa di padano, di feste
popolari per la mietitura, il forte legame con l’agricoltura,
la semina, la cura per la natura, l’allevamento di bestiame,
sono tutti elementi che entrano nelle loro liriche e anche nelle musiche,
i testi in italiano sono ricchi di reminiscenze e citazioni che pescano
dai ricordi e nelle tradizioni popolari, tra filastrocche e racconti,
che purtroppo stanno scomparendo. Liquidarle con termine “goliardico”
sarebbe davvero limitante, si tratta di un’operazione culturale
molto apprezzabile, se poi troverete divertenti i loro testi sarà
un valore aggiunto.
Musicalmente si tratta di un power trio molto agguerrito, il loro
metal è di stampo classico ed epico, anche quando riprendono
melodie dal sapore folk, l’aspetto popolare è soprattutto
nei testi, che ogni tanto riescono ad influenzare anche le musiche.
La band appare molto affiatata e viaggia con sicurezza, in ogni caso
è la parte lirica a rendere distintiva la proposta di questa
originale formazione che merita un vostro ascolto attento. GB
|