Rock Impressions

Aphelion - Franticode APHELION - Franticode
Lizard Records
Distribuzione italiana: si
Genere: Fusion / Prog
Support: CD - 2008

Gia nell’osservare l’artwork del disco di questi ragazzi di Treviso, ho avuto subito la sensazione di trovarmi in mano un disco interessante. Leggo al suo interno e vedo scritto in rosso con caratteri più grandi “Mixed by Derek Sherinian” e la cosa mi incuriosisce sempre di più. Cosa potrebbe avere a che fare l’ex Dream Theater con questo quartetto? Direi molto, oltre il fatto che siamo anche nei territori sonori dei Planet X.. L’esperienza di Derek nel mixaggio è in effetti la ciliegina sulla torta.
Avrete gia capito che “Franticode” è un gran bel disco di Progressive Fusion, ma la cosa più interessante è che viene eseguito da una band al proprio debutto. Autori di un demo dal titolo “Demonstructive”, gli Aphelion si formano nel 2004 e si mettono subito in luce grazie alla qualità di esso. L’attenta Lizard per l’ennesima volta non si lascia sfuggire un esordio importante. Noto con estremo piacere che negli ultimi anni, molte band italiane al primo passo, si presentano con lavori davvero interessanti, gli Aphelion non sono altro che una piacevole conferma.
I nomi degli strumentisti sono Alessandro Bertoni (tastiere), Enrico Pintonello (batteria), Sebastiano Pozzobon (basso) e Matteo Gasparin (chitarra).

Il cd è suddiviso in sette tracce della durata media di sei minuti e mezzo l’uno. L’entusiasmo mi assale sin dall’iniziale “Hercoloubus”, anche perché io sono un amante del Prog tecnico ma allo stesso tempo ricercato, per cui la porta è gia sfondata. Ecco aprirsi davanti a noi cambi di tempo, passaggi Hard, acustici….insomma la manna per un Prog fans. Amo molto il suono caldo del basso di Sebastiano e mi viene in mente un riferimento che non definirei del tutto azzardato, i Liquid Tension Experiment. Nel bagaglio culturale della band ci sono anche i King Crimson, non pochi i bagliori della band di Fripp. La produzione sonora è soddisfacente, tutto scorre per il meglio, malgrado note su note elargite a cascata. senza una tregua acustica vera e propria. Non c’è un brano che eccelle, ascolto dopo ascolto il panorama cambia, ci sono volte che preferisco “Hybris” per poi cambiare verso “Primordial Crossbreeding”. Da questo deduco che “Franticode” va ascoltato numerose volte ed in diversi stati d’animo, ma soprattutto mi suggerisce che è un disco che elargisce particolari solo ad un orecchio attento.

Chi è preparato a questa musica ha l’acquisto obbligato, per gli altri è un occasione nell’ avvicinarsi ad un genere che potrebbe rivelarsi ricco di sorprese.
Complimenti agli Aphelion e buon ascolto a tutti voi. MS


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