Rock Impressions

Arbouretum - Rites of Uncovering ARBOURETUM - Rites of Uncovering
Thrill Jockey
Distribuzione italiana: ?
Genere: Indie
Support: CD - 2007

Spettacolo! Sono di Baltimora gli Arbouretum e questa, dopo “Long Live The Well-Doer”, è la loro seconda fatica. Il Rock intorbidito nel Blues ci presenta una band emotiva, quasi mistica in alcuni passaggi, dedita a gruppi come i Grateful Dead di “Dark Star” o ai Pink Mountain.

Dave Heumann, mente e voce del gruppo, gioca sulla nostra sensibilità e va giù duro, come in “Tonight’s A Jewel” o nella semi-suite “Pale Rider Blues”, pesante come un macigno. I testi non sono per niente leggeri, l’argomento trattato è principalmente religioso, sorretto da una musica a dir poco meditativa. Gli Arbouretum sono come un bel bicchiere di Wiskey, da assaporare in totale rilassatezza, cogliendo in esso ogni sfumatura. Cosa pensate se vi dico che il Blues si scontra con i King Crimson di “Island”? Non crediate che stia facendo confusione, perché anche questo è stile e coraggio, quello che purtroppo manca a molti gruppi odierni. E’ per questo che mi accingo a proferire un responso a dir poco entusiastico. Ascoltare l’assolo finale di “Pale Rider Blues” da solo vale l’acquisto del disco. “Ghosts Of Here And There” riesce a farmi ciondolare ad occhi chiusi, lei ed il suo profumo anni ’70, i soliti e maledetti anni ’70, quelli che mi hanno portato dentro con tutti e due i piedi in questo fantastico mondo sonoro.

Provate a restare indifferenti alla sua leggerezza, sfidate la fisica, tanto gli Arbouretum hanno ragione e vi sevizieranno. Più lenta che mai “Sleep Of Shiloam”, soporifera, immensa, tanto da staccarci letteralmente come una vecchia crosta di muro dalla realtà. Ancora colgo analogie , questa volta è la chitarra a ricordarmi i Landberk, ma attenzione, non siamo assolutamente in campo Progressive Rock!
“Mohammed’s Hex And Bounty” farà sicuramente scendere sulle guance dei più vecchiotti di voi più di una lacrima, alla memoria di quel Rock sudista che oggi ci manca tanto. Moderno ed antico si alternano in ogni singolo brano con una naturalezza disarmante. Geniali, modesti, ma con la consapevolezza che non bisogna gridare per spaccare il mondo, bastano poche emozioni ed il gioco è fatto. Se vogliamo ascoltare qualcosa di più ritmato dobbiamo raggiungere la traccia sette “The Rise”, mentre la conclusiva “Two Moons” è semplicemente un gioiellino.

Come avrete capito sono rimasto folgorato da questa band, ebbene si, ho paura che questo disco mi farà compagnia in diverse serate meditative. La sensualità che scaturisce è adatta anche a serate da passare con la vostra beneamata signora. E allora, che la vibrazione sonora sia con voi! MS


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