Rock Impressions

RaneStrane - Nosferatu il Vampiro RANESTRANE - Nosferatu il Vampiro
Selfproduced
Distribuzione italiana: -
Genere: Prog
Support: 2CD - 2006

Il Progressive Rock è un genere che si articola in maniera a volte complessa, intriso di suoni e di diversi stili musicali. Una musica per immaginare, per sognare, proprio come in un film. Eppure malgrado ciò, il Progressive Rock non si presta molto a rappresentare colonne sonore, piuttosto nella storia abbiamo visto altre band di diverso stile ad addentrarsi in questo difficile ruolo, come ad esempio gli Who. Le colonne sonore Prog sono quasi assenti e le opere Rock non è che siano altrettante (a mente si ricorda “Brave” dei Marillion”).
Questo preambolo per dire che il caso delle Ranestrane è più unico che raro, specialmente in suolo italico. Uno sforzo creativo assolutamente notevole, forse pretenzioso, ma che ad ascolto terminato, grida giustizia. Il film e la storia presa in considerazione dal quartetto è “Nosferatu: Principe Della Notte” diretto da Werner Herzog, ovviamente ispirato dal “Vampiro Dracula” di Bram Stoker. Un indimenticabile Klaus Kinski in una delle sue migliori interpretazioni di sempre.

Intelligente la struttura del doppio cd, il quartetto di Daniele (voce e batteria) e Massimo Pomo (chitarra) non si sforza a cercare una base musicale per il film, piuttosto il contrario, mettendo dialoghi originali e l’evolversi del film sulla propria musica. Il risultato è ottimo e coinvolgente, non è la solita interpretazione alla “Profondo rosso”, tanto per intenderci (grande capolavoro dei Goblin, copiato e ricopiato da tantissimi altri film Horror), piuttosto un inanellarsi di brani brevi, orecchiabili e di qualità (ndGB forse è per questo che il prog non è poi così adatto per le colonne sonore?). Si alternano strumentali a cantati, dove non si cerca mai di strafare e si lascia spazio alla melodia semplice e diretta.

Delicate trame supportate dalle tastiere di Riccardo Romano ed accompagnate dal basso di Matteo Gennaro ci accompagnano dunque per tutto l’arco dell’ ascolto. Come impostazione stilistica possiamo trovare delle analogie con la ultima PFM, anche per quello che riguarda il cantato. Ascoltate “Lucy” ed avrete un chiaro panorama del doppio disco. Molto si basa sulle arie delicate delle tastiere, una musica che si posa come una farfalla, leggiera ed elegante. Non solo questo, c’è anche del ritmo, come in “La Locanda Nel Villaggio Degli Zingari” o ne “L’Assalto”, questo per quello che concerne il primo disco. Da sottolineare anche richiami ad Ivano Fossati ed a Renato Zero, davvero un mix sonoro variegato ed adatto a tutti i gusti. “La Nave” apre la seconda parte con enfasi e classe, mettendo in evidenza la personalità della band. Tutto è sempre condito da una delicata ricerca sonora, come in “Che Succede” a conferma che in fondo sempre di Progressive Rock si tratta. Toccante “Ritorna”, una musica che fa da funambolo in bilico fra cantautorato e PFM. Proprio la PFM ha risuonato “Dracula”, una vera coincidenza, oppure gli amanti del genere amano le storie di sangue? Scherzi a parte, le Ranestrane si avvicinano di più alla band di Di Cioccio periodo “Ulisse”.

Ma non vorrei rovinare sorprese, che lascio a voi che amate questa musica e mi sento anche di consigliare “Nosferatu Il Vampiro” a tutti, perché la musica che ne scaturisce è totale. Uno sforzo che spero porti i giusti frutti a questi ragazzi che hanno dimostrato come si possa fare un concept complicatom con una personalità che va al di sopra delle banalità ascoltate generalmente in questi contesti. MS


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