La prima incarnazione di questo gruppo, proveniente dal sud della
Germania, risale alla fine dello scorso millenio e il nome era solo
Wolfen, le solite divergenze hanno posto fine al progetto che è
rinato con questa nuova line up. Musicalmente influenzati dal metal
americano a tinte prog citano come influenze: Queensryche, King’s
X, Van Halen e Dokken, il loro intento è di proporre una continuazione
più moderna di quella eredità, che appare abbastanza
variegata.
La copertina di questo album potrebbe far pensare ad un disco oscuro,
molto più doom che prog, ma i dieci brani mostrano che la band
viaggia su altri binari. Un groove metal che sicuramente ricorda i
King’s X, sia vocalmente che per le parti strumentali, a questo
viene aggiunto un gusto “melodico” più ampio. Il
sound è molto metal, dove la band di Dug Pinnik appare spirituale
e onirica, qui c’è la scelta di riffing viscerali e cattivi,
credo che sia in questo senso il voler “ammodernare” la
musica a cui fanno riferimento. Il gruppo appare affiatato e gli amanti
del genere li sapranno sicuramente apprezzare, penso ad esempio ai
fan dei TesseracT.
Un disco solido che non ho trovato particolarmente originale, ma che
può piacere. Personalmente preferisco gli artisti citati. GB
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