Rock Impressions

Circus Nebula
CIRCUS NEBULA - Circus Nebula
Andromeda Relix
Genere: Heavy Metal
Support: CD - 2017


La passione, la perseveranza, la vita per un ideale, il piacere di realizzarlo, la coerenza e… L’amore per la musica. I forlivesi Circus Nebula hanno nel proprio DNA tutti questi ingredienti. Si formano nella prima metà del 1988 e di base sono un trio sempre composto in trenta anni da Alex “The Juggler” Celli (chitarra), Mark “Ash” Bonavita (voce) e Bobby Joker (batteria). Si completano oggi con Michele “Gavo” Gavelli alle tastiere (in comproprietà con la band Blastema) e Frank “Leo” Leone al basso.

Eppure questo “Circus Nebula” è un esordio, tuttavia negli anni si sono sempre dati molto da fare, registrando demo tape e partecipando a compilation in alcuni cd. Il loro non è semplice Heavy Metal, bensì un insieme di influenze che vanno dai Black Sabbath ai primi Pink Floyd, passando per il cinema Horror ed il Rock degli anni ’60 / ’70. Molto attivi in sede live con date anche importanti come l’apertura dei concerti a band come Death SS, Paul Chain e i Dogs D’Amour.

Tutto questo curriculum si mette in vetrina in “Circus Nebula”, disco formato da dodici canzoni o se vogliamo undici, visto che “Hypnos” è un breve intro al percorso sonoro. Roboante l’inizio di “Sex Garden”, granitico sound che mette in mostra il carattere della band. Inutile dire che i riff sono fondamentali per questo tipo di musica e i Circus Nebula lo sanno.
E via con una bella moto con il vento in faccia e musica a palla con “Ectoplasm”, stradaiola e polverosa, degna compagna di un adrenalinico viaggio. E giù chitarre elettriche a profusione, con un ritmo doom e cupo in “Here Came The Medicine Man”, altro lato della band da scoprire. Ci si imbatte anche in semplici Rock’n Roll come nel caso di “Rollin’ Thunder”, allegro e spensierato, anche se ovviamente già sentito in quanto la formula è quella storica nota a tutti.

Si prende fiato con la ballata “Vacuum Dreamer” e non nascondo che per l’interpretazione mi vengono alla mente i nostrani e storici Vanadium (Pino Scotto docet), ma è solo una cosa mia forse non percettibile a tutti. Ariosa nell’apertura finale con il passaggio dall’acustico all’elettrico. Si ritorna al greve, al solfureo e al granitico sound con “Welcome To The Circus Nebula”, ci accolgono così nel loro circo. Aria di Saxon in “2 Loud 4 The Crowd”, il ritmo sale così la profondità dei riff. Questo signori è l’ Heavy Metal! Provate a restare fermi all’ascolto di “Electric Twilight”, non credo sia cosa fattibile, così con “Mr. Pennywise”. “Head-Down” è il classico pezzo che live rende molto, immagino che i Circus Nebula lo portino nella scaletta. Chiude un classico della band, “Spleen” in formula rimasterizzata.

Non servono molte cose e neppure molte parole per descrivere un lavoro del genere, questo stile di vita o lo si ha o non lo si ha, chi vive di questa musica mi ha capito, chi invece non lo ha fatto e magari è curioso di capirlo, ”Circus Nebula” è qui per delucidazioni. MS




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