Rock Impressions

Cloudscape - Crimson Skies
CLOUDSCAPE - Crimson Skies
Metal Heaven
Distribuzione italiana: Frontiers
Genere: Prog Metal
Support: CD - 2006

La Svezia è un altoforno di metallo bollente e anche produttrice di ottimo Progressive Rock, con band che hanno saputo attingere sapientemente dalla fonte dei maestri. I Cloudscape non sono una eccezione, il quintetto del bravo cantante e compositore Mike Andersson è autore di una buona prova e dimostra di saper miscelare equamente atmosfere Dream Theater ai Fates Warning.

E’ bello ascoltare la musica di “Shapeshifter”, buono il lavoro delle chitarre di Bjorn Eliasson e Patrik Svaed, così la successiva “Shadowland” con il suo bel ritornello. La produzione di Pontus Lindmark è seria, i suoni sono puliti, equilibrati e distaccati. Lasciatevi cullare dal Melodic Metal di “And Then The Rain…”, oppure correte sulle ritmiche di “Take The Blame”, molto dedite ai Fates Warning periodo “Parallels”. La voce è bella e le chitarre si alternano sapientemente con le tastiere in un buon sodalizio, dove nessuno strumento sovrasta l’altro.
“The Last Breath” non ammette repliche con la ritmica Portnoy-style. I Cloudscape non inventano nulla di nuovo ma sanno dannatamente fare il proprio mestiere. Si sente la sottile vena malinconica delle band svedesi, un marchio di fabbrica indelebile e sempre piacevole.
Più ricercata nei suoni programmati iniziali “Psychic Imbalance” che sfocia in un turbine ritmico da parte di Roger Landin (Batteria) senza sbavature. “Crimson Skies” scorre via con melodie orecchiabili sino alla fine, a certi tratti anche un poco stancamente, senza nessuna ballata ma con buona energia, come nella conclusiva “Will We Remain”.

Questo dopo il debut album dal titolo “Cloudscape” (2005) è il secondo lavoro del gruppo al quale sento il dovere di consigliare un certo distacco da quelle melodie oramai troppo sature del Metal Progressive. Le idee ci sono, ma vanno elaborate meglio e senza fretta. Gli estimatori del genere conosceranno una nuova band, agli altri consiglio di avvicinarsi a queste sonorità passando per i maestri classici, dai Dream Theater, ai Queensryche, Fates Warning e compagnia bella. MS


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