Rock Impressions

Dark Ages - A Closer Look DARK AGES - A Closer Look
Andromeda Relix
Genere: Prog Metal
Support: CD
- 2017


In una società dove il mordi e fuggi regna sovrano, dove il telefonino ci rende connessi solo apparentemente, dove si corre quotidianamente verso non si sa dove, c’è bisogno perlomeno di un momento di riflessione. Questo momento ci viene offerto da una band di Metal Progressive già nota al circuito nazionale, e a numerosi addetti ai lavori: i Dark Ages.

Si formano nel lontano 1982 a Verona, proprio per questo non stiamo parlando di artisti improvvisati, ma di ottimi strumentisti e che hanno alle spalle già tre dischi, “Saturnalia” del 1991, “Teumman” del 2011 e “Teumman Pt.2” del 2013, questi ultimi due sono una vera e propria opera Rock. Gianni Della Cioppa li scrittura nella sua Andromeda Relix, fucina di musica Rock, Metal e Prog.

Nel tempo i Dark Ages subiscono cambi di line up, tra i quali si annovera l’ingresso di Roberto Roverselli alla voce e di Gaetano Celotti al basso, questo proprio a fine 2016. La band si completa con Simone Calciolari (chitarra), Angela Busato (tastiere) e Carlo Busato (batteria).

L’artwork ad opera di Angela Busato e Kraken Promotion è ben confezionato e sostanzioso, accompagnato dalle belle foto di Elisa Catozzi, contenente i testi delle canzoni cantati in lingua inglese.

Ma veniamo alla carne, “A Closer Look” con i suoi otto minuti e mezzo apre il cd come una rasoiata, grazie ad una sezione ritmica rodata e precisa e a un riff mirato sia al corpo che alla mente. Qualcuno già potrebbe aver nominato i Dream Theater, quasi inevitabile quando si tratta di Metal Prog, ma così non è del tutto…Anzi. I Dark Ages dimostrano di conoscere la storia del genere e non solo di averla assimilata, ma anche metabolizzata. La voce di Roverselli infatti non fa il verso a nessun singer di nota, ma si esibisce con la sua naturalezza, non cadendo così nel calderone dei stereotipi. Buono l’apporto delle tastiere sia come tappeto sonoro che come assoli, brevi ed efficaci. Inevitabili i cambi di ritmo ed umorali, come genere comanda.

“Till The Last Man Stand” si distingue grazie ad un momento centrale con organo e voce, ma è con “Yours” che si comincia a fare seriamente. Il pezzo viene aperto da un arpeggio di chitarra dal profumo New Prog e la struttura del brano nel susseguirsi si alterna fra vigore e melodie. Poi è la volta della mini suite “At The Edge Of Darkness” della durata di dieci minuti e mezzo, qui la band si gioca anche il Jolly, esibendo tutta la tecnica a disposizione, compresa la qualità compositiva.
Un sax, quello dell’ospite “Enrico “Benty Sax”Bentivoglio, apre “Against The Tides” per poi lasciare lo spazio a voce e piano, un momento raccolto e delicato dall’ottima riuscita. Notevoli anche le voci di Claudio Brembati, Ilaria L’Abbate e Tiziano Taffuri, ulteriori ospiti. Il brano potrebbe benissimo risiedere in “In The Electric Castle” degli Ayreon e per chi vi scrive, qui c’è lo sforzo più creativo e piacevole dell’intero album.

Ritorna il suono elettrico con “The Anthem”, questa volta con le tastiere altamente “Prog”. Da sottolineare la grande prova vocale, qui al massimo dell’espressività. Piacevole anche l’assolo del basso e della batteria. Il disco si chiude con “”Fading Through The Sky”, non nascondo che all’ascolto ho avuto reminiscenze Crimson Glory.

“A Closer Look” non è il solito disco Metal Prog, c’è di più, dategli una possibilità e mi direte. MS




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