Koiné, un nome suggestivo per questa giovane band italiana,
che sta ottenendo ottimi riscontri di critica e pubblico e, dopo un
paio di Ep, si presenta col secondo album, realizzato a distanza di
due anni dal precedente Il Rumore dei Sassi. Il gruppo ha subito dei
rimaneggiamenti, ma il sound è rimasto sostanzialmente uguale,
un power pop cantato in italiano, o se preferite un rock alternativo
di buon impatto emotivo.
Generalmente metto molto raramente i versi dei brani nelle mie recensioni,
ma questi mi sono piaciuti tanto che mi piace riportarli: “Siamo
noi le pietre, nell’immobilità tradita da lacrime amare,
nell’incapacità di vivere con leggerezza, nell’assurda
convinzione di essere sempre vittime, sofferenti ma impassibili”,
versi molto profondi e ricchi, che danno la misura di quanto contenuto
in questo disco, che parte con la title track, un brano che chiama
a guardarci dentro, che urla contro le nostre durezze, che portano
ai tanti mali di cui siamo affetti, questo brano urla contro la sclerocardia
(per dirla alla Enzo Bianchi) di cui siamo affetti, è un imperioso
invito a cambiare e mi piace sia per contenuti, che per resa sonora
col suo rock pulsante e urgente. “Ninfa” parla della difficoltà
di relazione con una ragazza chiusa in un guscio, c’è
sempre qualcosa di “duro” su cui lavorare. “Freddo
Fuori” è una power ballad che presenta sempre un bel
testo, ma anche una buona struttura musicale, che mescola rabbia a
pathos, ma poi è davvero fuori il freddo? “Brutalmente”
parla ancora di relazioni difficili su un ritmo che incalza come un
treno, una unione di testo e musiche ancora efficace. Punk primordiale
e rabbioso ne “La Ballata dei Panni Sporchi”, singolo
e video apripista per il disco, in fondo è questa l’anima
più vera dei Koiné, che parlano dei mali e delle ipocrisie
dell’Italia senza fronzoli e senza sconti, magari non sempre
condivisibili da tutti, ma sicuramente meritevoli di attenzione. “Segui
la Notte” è una ballata giusto per ammorbidire un po’
gli animi concitati, lo stile è sempre personale e non banale,
ma ovviamente meno interessante dei pezzi precedenti. A sorpresa troviamo
una cover appassionata di “Se Telefonando”, un brano rivitalizzato
dalla band, che restituisce tutto il fascino di questo classico un
po’ dimenticato. “Polvere” e “Un Attimo”
sono dei buoni pezzi, molto poetici, ma le cose più interessanti
erano in apertura del disco.
Sicuramente il punto di forza dei Koiné sono i testi, musicalmente
la band è certamente valida, il rock alternativo che propongono
è ben fatto e ben suonato, ma sono i testi che convincono e
fanno splendere tutto l’insieme. GB
Altre recensioni: Sospeso
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