Rock Impressions

Noekk NOEKK - The Water Sprite
Prophecy

Difficile catalogare l’opera di questo gruppo formato da Fungus Baldachin (voce, tastiere e chitarra) e F. F. Yugoth (basso e batteria). La Prophecy ci ha abituato a formazioni difficilemente catalogabili, ma comunque sempre nell’ambito del gothic sperimentale e anche in questo caso i riferimenti alla dark wave non mancano, a partire dalla cover di “How Fortunate the Man With None” dei mitici Dead Can Dance. Comunque penso che il gruppo che maggiormente accostabile ai Noekk siano i Van Der Graaf Generator, col loro prog venato di pessimismo e di rabbia.

Eppure le sonorità che possiamo riscontrare in questo cangiante album non si possono esaurire al gothic e nemmeno al prog. Di certo l’iniziale “The Watersprite” presenta anche un impianto metallico, ma certi suoni sono tipici anche dell’hard rock moderno, davvero una bella miscela tanto che il gruppo potrebbe essere catalogato in molti generi musicali diversi. “T.B’s Notion” potrebbe far parte benissimo del repertorio dei Landberk o degli ultimi Anekdoten, con il suo incedere lento e onirico, molto psichedelico, interessante notare anche che il testo si ispira direttamente a Tolkien. Ancora più intimista e soffusa è la prima parte di “Strange Mountain” a dimostrazione di quanto sia versatile questo gruppo, davvero difficile da inquadrare, ma poi il brano diventa più articolato e prog e prende il volo in un continuo rincorrersi di spirali ritmiche avvolgenti, molto coinvolgenti. Bellissima anche la già citata cover, fra il mistico e l’etereo.

“The Fiery Flower” inizia con un giro di grande poesia, poi esplode nuovamente un prog carico di suggestioni gotiche con i fantasmi dei VDGG che aleggiano sempre più tangibili. La lenta “Moonface is Dead” si allinea senza aggiungere molto ai brani precedenti, mentre le ultime scintille brillano nell’articolata “The Riddle Seeker”, degna conclusione di un disco veramente bello.

Questa band viaggia su binari lontani dai canoni a cui siamo abituati e questo che è un merito enorme potrebbe anche rivelarsi una terribile quanto ingiusta condanna per questo piccolo gioiello musicale. GB

Altre recensioni: The Grimalkin; The Ministrel's Curse


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