Questo
è proprio un disco fuori dai soliti canoni a cui siamo abituati,
il gruppo viene dal Giappone e si è formato nel 2001, quattro
anni dopo arriva il primo album e questo è già il terzo.
A livello biografico non c’è molto da aggiungere. Il
gruppo fa parte del movimento Visual Kei, un sottogenere del J Rock
(Japanese Rock), che si caratterizza per una particolare attenzione
per il look, che si ispira in particolare all’iconografia glam
esplosa negli anni ottanta grazie a Motley Crue, Poison e altri. Il
fulcro quindi è proprio la cura dell’immagine, che ha
il sopravvento su tutto il resto, nel senso che gli artisti del movimento
non aderiscono ad un genere musicale definito e possono suonare dal
pop, al metal, al gothic, alla neo classica, unico fattore che li
accomuna è l’aspetto visivo e scenografico.
Detto questo non deve sorprendere quindi se nell’album sentiamo
una grande varietà di generi musicali, su tutto domina una
confezione molto curata a livello di produzione e di suoni, si va
dal metal estremo dell’iniziale “I Was Damned”,
ma anche qui c’è un meltin pot di Black, Funky, Elettronica
e Pop, ci sono melodie orecchiabili che si alternano a sfuriate metalliche,
il tutto è molto teatrale e quasi prog, un sound futuristico
che ha un suo fascino. Anche la successiva “Just Mad Pain”
è dominata da un tessuto metal, ma più classico e power
rispetto al brano d’ingresso, il cantato è più
pulito, ma non mancano le sorprese, questo immagino sarà anche
il singolo data l’orecchiabilità di certe parti. La terza
track, che ha un titolo in giapponese, è una ballata elettrica
che ricorda certe canzoni malinconiche che abbiamo conosciuto attraverso
i manga. “The Abyss of Despair” ci ributta in un torbito
metal moderno piuttosto cattivo ed efficace, una musicalità
fresca, almeno per le mie orecchie, e convincente. Molto ben orchestrata
è “Thorny Rain Break”, mentre più coraggiosa
e spettacolare è il brano successivo, dominato da un metal
acido e molto ruvido. Da questo punto l’abum incomincia a non
riservare più particolari sorprese, ma si mantiene su livelli
discreti. L’edizione europea rispetto a quella nipponica contiene
due bonus tracks, una volta tanto le cose funzionano al contrario
a quanto pare.
Senza dilungarci oltre si può affermare che questi musicisti
abbiano un’ottima preparazione e che il loro songwriting sia
ispirato e modeno, sound e look sono aggressivi e si impongono con
forza, chi sa se l’occidente è pronto a farsi invadere
dal Visual Kei, le premesse sono interessanti. GB
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