Rock Impressions

Rosa Antica - Seven ROSA ANTICA - Seven
My Kingdom Music
Distribuzione italiana: Audioglobe
Genere: Alternative Death Core
Support: CD - 2007

Città artisticamente prolificissima, non solo dal punto di vista prettamente musicale, Torino ospita l’ennesima sorpresa di un panorama sonoro italiano che sta dimostrandosi assai valido, a dispetto della deprimente situazione sociale e politica che il nostro Paese sta vivendo. I Rosa Antica sono un quintetto preparato che dimostra di riservare grande attenzione all’aspetto compositivo, proponendo un death metal evoluto ed intelligente, una nuova via ad un genere che sta subendo una generalizzata involuzione.

Sono certo che gli appassionati del settore, quelli almeno avidi di novità ed attenti alle forme espressive rinnovate, gradiranno “Seven”, opera che nulla ha da invidiare, tutt’altro, alle produzioni dei soliti nomi noti scandinavi (che dovrebbero ascoltare queste canzoni). Attivi dal 2005,in questo lasso di tempo limitato hanno pubblicato l’EP “Looking for something divine” ed il presente, caratterizzato da un artwork assolutamente vincente e da un suono killer. Prodotto con grande cura, il disco che stiamo analizzando ci sorprende in virtù di un lotto di brani che sono interpretati con vigore dal cantante Sir Cage (che nei frangenti più raccolti rivela una voce sorprendentemente vedderiana), mentre l’instancabile lavorio della sezione ritmica (Hesteban alle drums e Daniel al basso) sostiene la chitarra indomita di Daniel. Il collante è fornito dalle tastiere di Clauss, compartecipi del magmatico sound prodotto dall’insieme, che giustamente definisce la sua proposta alternative death core, miscelando quanto di meglio acts inclini alla sperimentazione, seppur rimanendo in ambito prettamente estremo, hanno negli ultimi anni prodotto (un nome per tutti, gli americani Mastodon).

Con una nota di merito, in un lotto comunque omogeneamente qualificatissimo, per “Brucia”, cantata in italiano, e per questo indicativa del pensiero che anima questi baldi giuovini. E non sto scherzando, credetemi! D’altronde, solo chi veramente è perfettamente cosciente di quanto sta facendo può produrre un brano articolato, ma privo di cadute di tensione, violento ma mai artificiosamente intricato come “Recommended suicide”, presto seguito da una “HatE(8)” che potrebbe illustrare il manifesto della nuova via del death metal! Una volta tanto, alternativo genuinamente, e non per pallido proclama! AM


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