L’eredità dei Delirium continua grazie alla passione
di questi musicisti e di una label che da molti anni è impegnata
nella salvaguardia e promozione della musica di qualità, questi
presupposti sono la chiave per accostarsi ad un disco di puro prog
nella migliore tradizione tricolore.
Questo album ha tutte le carte in regola per rispondere al desiderio
recondito di ogni vero appassionato di rock romantico, come veniva
chiamato una volta il prog. Una band solida, capace di reinventare
canoni musicali già noti senza per questo sembrare banale o
scontata. Testi in italiano che suonano bene, la metrica è
impeccabile, nonostante la complessità dei racconti. Partiture
strumentali ricche di gusto, che consentono ad ogni musicista coinvolto
di dare il meglio di sé, tra rock e jazz, assoli che hanno
l’immediatezza di una improvvisazione, eppure si sente che c’è
metodo e dedizione, nulla in questo lavoro è lasciato al caso.
Tanti oggi fanno prog, non tutti però lo sanno fare, se vi
piace andare sul sicuro qui c’è pane per voi. Non è
certo un prodotto che cerca di tracciare nuovi percorsi, non cerca
soluzioni futuriste, ma vuole dare un senso ad una tradizione musicale
che è ancora capace di emozionare tanti suoi appassionati.
GB
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Interviste: 2009
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