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FROST
- Milliontown Inside Out Distribuzione italiana: Audioglobe Genere: Prog Support: CD - 2006 |
Questo
debutto è di quelli che dividono passioni e coscienze, esagerato
dite? Non credo proprio, anzi… Dietro questo moniker, tra l’altro
da non confondere con quello di una storica formazione hard rock di
fine sessanta capitanata da Dick Wagner, c’è quello di
Jem Godfrey, un nome che al popolo rock dirà ben poco, ma si
tratta di una specie di re mida del pop britannico, che ha firmato
e prodotto numerosi successi radiofonici come Atomic Kitten con oltre
due milioni di dischi venduti, Blue, Ronan Keating, Holly Vallance
e l’ultima rivelazione Shane Ward, oltre che aver collaborato
con la Dream Works e la Columbia. |
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L’amore per il Rock Progressive è scaturito in tutto il suo fervore nel nuovo progetto dei Frost (nuovo supergruppo in generis) dal titolo “Milliontown”. Jem Godfrey (tastiere e voce), John Mitchell (chitarre e voce), John Jowitt (basso) e Andy Edwards (batteria), si lasciano trasportare da questo impeto, senza il timore di dover celare le proprie ispirazioni artistiche, senza nemmeno la paura di essere comparati a questo o quel gruppo, solamente tanta voglia di godere a pieno delle emozioni che questa musica ha saputo elargire negli anni. Ecco allora ascoltare, di tanto in tanto, tastiere alla Tony Banks (Genesis), reminiscenze King Crimson e tanta melodia, compresa quella a cui Mitchell e Jowitt ci avevano abituati nei loro progetti Arena ed IQ. Ma ecco la sorpresa, i Frost sono unici, una spettacolare creatura che vive di energia propria, difficile da catalogare e questo finalmente per la gioia di tutti coloro che vivono di Progressive e che hanno amato da morire le prime composizioni degli Spock’s Beard. Le canzoni sono sei e tutte di durata differente, si spazia dai graziosi quattro minuti di “Snowman” ai sette della bellissima iniziale “Hyperventilate”, ai dieci di “Black Light Machine” e non manca nemmeno la suite di turno che qui porta il titolo di “Milliontown”, con quasi ventisette minuti di godimento mentale. Sprazzi di sperimentazione, distorsioni chitarristiche e strumentazione moderna per un risultato fresco e preciso, con la speranza che le nuove leve seguano in futuro anche questo nuovo cammino intrapreso. Oggi come oggi è sempre più difficile creare qualcosa di coraggiosamente personale ed innovativo (si , è vero che le note sono sette…..), i Frost ci hanno provato e grazie al cielo anche questo 2006 ha da consegnare alla storia un ottimo disco di musica Progressive. Speriamo che questo non sia il solito supergruppo meteoritico, le potenzialità per far conoscere al mondo questa meravigliosa musica le hanno davvero tutte e sarebbe davvero un peccato non goderne più dei frutti. Eccellenti! MS |
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