Rock Impressions

Sunroad - Long Gone SUNROAD - Long Gone
Oxigenio Records
Distribuzione italiana: no
Genere: Heavy Metal
Support: CD - 2009

I brasiliani Sunroad sono una band che ce la sta mettendo tutta per affermarsi oltre i patrii confini e questo è il sesto album del gruppo, con una evoluzione continua, che li ha portati ad aprire i tour sudamericani di artisti del calibro di Joe Lynn Turner e Doogie White (ex Yngwie Malmsteen). Nonostante buoni consensi di critica, la band però è ancora alla ricerca di uno status internazionale, che stenta ad arrivare, una causa potrebbe essere la provenienza da un paese apparentemente lontano dalla cultura rock, ma che ogni tanto ci ha saputo sorprendere in questo senso, vedi Angra, Sepultura e Tiago della Vega, ma c’è una scena rock molto fiorente nel paese della Samba e della Bossa Nova, che meriterebbe maggior attenzione. Inoltre i Sunroad sono una band cristiana, che non fa musica di lode, ma che propone dei testi dai contenuti positivi, senza parlare direttamente di religione e spiritualità.

Long Gone è un disco in cui la band cerca di scrollarsi ulteriormente di dosso la fama di versione brasiliana degli Scorpions, che certa stampa europea le aveva cucito addosso. La scelta è andata verso un sound più duro e diretto, con arrangiamenti più scarni, ci troviamo così undici tracks fra l’hard rock e il primo heavy metal, il cantante Jordan Faria sembra avere proprio la voce giusta per il genere, ecco allora arrivare le determinate “Fast For Me” e “Speedway Sun”, sono concentrati di energia, a dire il vero il sound è un po’ retrò, ma i brani funzionano bene. “Walk With Me” aggiunge un tocco di rabbia nel cantato, che la rende più moderna dei due brani precedenti, molto bello davvero l’assolo delle due chitarre. “We Still Believe” è una ballad rockeggiante e romantica, non fa gridare al miracolo, ma piace. Un po’ prolissa “Getting Free”, poi un’altra ballad “Looking For a Trace”, stavolta prevedibile e poco originale, ma che si salva per la buona interpretazione del singer Faria. Divertente l’anthemica “Feedback”, una party song riuscita. L’heavy rock diretto ed essenziale torna con “Slow Down”. La title track è uno dei brani più cattivi e complessi del disco, un brano tormentato, interessante, sicuramente uno dei momenti più originali del disco. Un po’ riempitiva “Finding Reason”, che precede la ballata finale “Sadness Day” aperta da un arpeggio atmosferico, poi il sound si indurisce il finale è energico, ma si resta nella media.

I Sunroad sono una buona band, con tanta voglia di emergere, ma fanno comunque una musica che ha poco appeal per le generazioni più giovani, mentre quelle più anziane hanno già i loro eroi in questo genere musicale, se vogliono davvero acquisire uno status internazionale devono fare uno sforzo ulteriore e ammodernare un po’ di più il loro sound, sono convinto che ce la possono fare, altrimenti continueranno a restare confinati nel loro paese. GB


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