Prosegue il cammino musicale degli Airportman con questo disco un
po’ diverso ma nemmeno troppo. Il progetto non riguarda solo
la musica, Egidio Marullo è un pittore e per ogni traccia di
questo album ha realizzato un dipinto che troviamo allegato in una
elegante confezione.
Erva De Ientu in dialetto salentino significa, erba di vento e fa
riferimento alla vegetazione che si sviluppa sulla cresta delle dune,
vicino al mare, in condizioni decisamente sfavorevoli, la sabbia su
cui si radica è instabile, il vento erode il poco terreno cambiando
continuamente la morfologia del substrato, senza dimenticare che la
sabbia, oltre ad avere poca acqua è anche povera di nutrienti.
A tutto questo si aggiunge una difficoltà ulteriore rappresentata
dalla salsedine, che, come sappiamo, non favorisce la vegetazione.
Condizioni che rendono difficile la vita a queste erbe, che hanno
fatto della lotta ad una natura avversa la loro grande risorsa. Che
splendida metafora per un disco. Se da un lato mi hanno incantato
i bellissimi acquerelli di Marullo, dall’altro lato pensare
alla raffinatezza del tema scelto, mi ha fatto entrare ancora più
in profondità nel progetto.
Le musiche strumentali che accompagnano l’ascoltatore iniziano
con un momento di caos, sembra che le note dissonanti siano vento
che scompiglia l’erba, ma nel dispiegarsi dei brani tutto si
fa più poetico e riflessivo. Un po’ seguendo l’andamento
delle stagioni, dai rigori invernali alla calma delle calde giornate
estive. Un disco da ascoltare col cuore, ricco di belle composizioni
e impreziosito da un’opera grafica all’altezza.
Sicuramente un disco lontano dai canoni odierni, che non urla e nemmeno
ci impone ritmiche martellanti, note che sono poesia e che si accendono
ai colori dei dipinti allegati. Erva De Ientu è un disco inteso
come pochi. GB
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