Rock Impressions

Alessandro Bevivino - I Corti di Verbo Nero (Scene Eliminate) ALESSANDRO BEVIVINO
I Corti di Verbo Nero - Scene Eliminate
Selfproduced
Distribuzione italiana: -
Genere: Acustico
Support: CD - 2013


Il simpativo Bevivino ci ha preso gusto e torna ormai regolarmente a presentarci nuove idee, nuove folli avventure musicali, tutte all’insegna di una reale libertà espressiva, credo in effetti di aver conosciuto pochi artisti così liberi come Alessandro.
Ovviamente ci sono alcuni elementi ormai irrinunciabili, come l’inglese maccheronico, la gogliardia assoluta e lo sproloquio, tutto da prendere con sguardo disincantato e con affetto. In questo disco Bevivino è tornato principalmente al country western acustico e sguaiato del primo disco, molto drunken e volutamente politically uncorrect e ci piace proprio per questo.

La prima traccia “Fuga di Zakharia…” è una sfuriata acustica incalzante, fa proprio pensare ad una corsa, lo sfondo è proprio western, da film primi anni ’70, quelli coi messicani sempre cattivi, girati in Sardegna. In “Out of Control” il nostro veste panni elettrici e da vita ad un brano moderno piuttosto diverso dal resto, ma con le premesse che abbiamo fatto ci sta. “I’ma Shit Blues” è la sintesi perfetta di quanto ho detto, gogliardia assoluta su base blues, Alessandro prende in giro sé stesso e non si può non sorridere. “Verbo Nero”, ecco la sua idea di western in chiave rock ’n’ roll, tutta sguaiata a tratti oltraggiosa e tutta da godere, se vi piace questo pezzo vi piacerà anche tutto il resto, altrimenti… “Luisa and Bomber” è uno dei brani più musicali del disco, quasi punk e funziona. “Serenata per Dasi…” ci restituisce il Bevivino più dissacrante, ormai avete capito che il nostro è un tipo poco raccomandabile e sotto, sotto sono convinto che lui rida sotto i baffi a leggere quello che ho scritto. “Black Water (Alcolic Version)” c’è bisogno di aggiungere altro? Chiude “Western Session” l’unico brano che supera i cinque minuti, gli altri sono praticamente tutti sotto i tre, anche se in fondo è un folle mix di altri brani, tutti dotati della visionarietà malata di questo personaggio romanticamente anomalo.

Le tracce del cd sono tutte molto brevi, questo è sia pregio che difetto, ogni tanto si sente il desiderio di ascoltare un pezzo più strutturato, sono convinto che Bevivino sia in grado di farlo, basta che creda un po’ di più nella bontà di quanto sta realizzando. GB

Altre recensioni: I Corti di Verbo Nero; Dead Ballad Session

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