Rock Impressions

ITALIAN GYPSY JAZZ TRIO di DARIO PINELLI featuring IRENE JALENTI
Live at Ristorante La Filanda, Asola (MN) 27/05/09
Di Giancarlo Bolther


Il gruppo Italian Gypsy Jazz Trio del chitarrista emergente Pinelli Dario si è fermato ad Asola per un paio di magiche serate. In via del tutto eccezionale erano dalle mie parti per motivi di “lavoro”, dovevano registrare dei filmati per un nuovo video e per l’occasione hanno voluto intrattenere il pubblico locale con due serate “a sorpresa” in due ristoranti del posto, del resto la casa discografica con cui incidono, la TRJ Records di Tiranti Roberto (un omonimo del cantante dei Labyrinth), che ha sede proprio nel mio paese. Mi sarebbe piaciuto poter assistere ad entrambe le serate, visto che giocavo in casa, ma per impegni mi sono dovuto accontentare di una sola e sono andato al ristorante La Filanda. Un locale in ascesa, che offre una cucina molto raffinata, non a caso fra gli avventori c’era Edoardo Raspelli (noto critico culinario e conduttore di Melaverde, un programma molto seguito di Rete4), che ha donato un pizzico di mondanità in più all’evento. Può sembrare superfluo sottolineare che la cucina era ottima, visto che noi ci occupiamo di musica, ma vi assicuro che cenare con cibo e vino eccellenti e poter ascoltare dell’ottima musica al tempo stesso è stata un’esperienza molto gratificante.

Ma veniamo a Dario e al suo ensamble, che si è arricchito di due nuovi compagni di viaggio, difatti l’Italian Gypsy Jazz Trio ieri sera era un quartetto con l’aggiunta del chitarrista Gianfranco Malorgio e come guest star in alcuni brani c’era la cantante Irene Jalenti con la quale sta iniziando una collaborazione che vedrà l’avvio ufficiale proprio con la diffusione del video in lavorazione. Lo spazio era angusto, perché la serata era molto fresca e non è stato possibile organizzare l’evento all’aperto, un pregio per me, perché si è potuto stare a strettissimo contatto con gli artisti, cosa che mi piace sempre molto, anche se questo però ha creato problemi di acustica. Dario e i suoi hanno suonato in modo egregio, del resto la musica in genere va prima di tutto gustata dal vivo, è fondamentale poter vedere gli artisti che suonano all’unisono, che cercano l’intesa, che si soprendono per le rispettive prodezze e si incitano a vicenda, che nonostante tutta l’esperienza hanno ancora tanta voglia in corpo di suonare, anche davanti a pochi spettatori. Non vogliatemene se dico che il disco è un piacevole di più.

Il repertorio del cd, che abbiamo recentemente recensito, è stato riproposto praticamente per intero, poi si sono aggiunte altre composizioni, perché la serata è stata lunga e intensa. Per l’occasione Dario suonava una chitarra nuova, una Bariselli costruita apposta per lui dietro le sue indicazioni e vedere la sua soddisfazione per il nuovo strumento era un altro motivo di particolare interesse. Come abbiamo anticipato l’impianto usato non era eccezionale ed ha smorzato un po’ il calore del suono dello strumento, ma anche questo non ha scalfito lo spettacolo. Renato Gattone, il contrabbassista, è un vero personaggio e con la sua simpatia ha dato un contributo notevole alla riuscita del concerto, molto simpatico anche Walter Clerici, che ha ricordato le sue origini mantovane, la sua voce calza a pennello per questo stile musicale, ma soprattutto sono rimasto particolarmente colpito dal lavoro ritmico svolto da Malorgio, che ha sostenuto in modo egregio le musiche con pennate dispari e controtempi molto precisi, davvero un gran polso il suo. Intanto Dario si lanciava in assoli fatti di scale mozzafiato eseguite con una pulizia ed una perizia invidiabili, dove abilità tecnica e gusto si sposavano in modo da suscitare una giusta ammirazione. Irene è una cantante molto dotata con una solida preparazione jazz e blues, ha cantato solo un paio di canzoni ed è apparso subito evidente lo spessore artistico di questa interprete, credo sempre per colpa dell’impianto, mi è sembrato che la sua voce avesse delle tonalità troppo basse per il genere proposto, il Gypsy Jazz è una musica effervescente e solare, piena di brio e di vita, mentre la Jalenti portava tutto su un piano più profondo e passionale rispetto alla spensierata gaiezza del resto del repertorio, forse uno spazio più ampio avrebbe permesso alla nostra di cantare più liberamente e di colpire maggiormente con la sua timbrica calda, ma sto cercando pelo nell’uovo ad una esibizione che mi ha lasciato veramente soddisfatto.

Vedere dal vivo questi artisti in un contesto così intimo per me è stato un vero privilegio, che conserverò nei miei ricordi con molto affetto e per lungo tempo. GB

Altri Live: 2012

Recensioni: Just Wine About It!; Made For That

Sito Web - MySpace

MySpace di Irene Jalenti


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