Rock Impressions

Marco Sanchioni - Dolcemente Gridando sul Mondo MARCO SANCHIONI - Dolcemente Gridando sul Mondo
Manchild
Distribuzione italiana: si
Genere: Rock Italiano
Support: CD - 2014


Marchigiano di Fano, Sanchioni ha una lunga storia alle spalle, ha fatto parte di alcune band locali come gli A Number Two e gli Ossi, per poi intraprendere a pieno regime la carriera solista. Il primo cd dal titolo Mite esce nel 2002, poi si è dovuto aspettare fino al 2012 per ascoltare il seguito, intitolato appunto Dieci Anni Dopo. La maturità artistica di Marco ha permesso tempi minori per mettere le orecchie sul suo nuovo materiale e questo Dolcemente Gridando sul Mondo si avvale della collaborazione di diversi musicisti, con un risultato complessivo più corale.

Il disco inizia con la polemica “Gli Intellettuali non Salveranno il Mondo”, acida è la musica, che si nutre di psichedelia e le parole graffiano, la penna di Marco colpisce con asprezza, riflesso di un’epoca di grande confusione e disillusione. “L’Anima (Canzone Cruda)” è ancora molto dura nel testo, viene in mente quasi subito Guccini, per l’uso dell’italiano e anche per la pronuncia di Sanchioni, ma la musica è molto più dura, ai limiti dell’hard rock. L’amore per il rock del nostro è molto evidente e piace come integra l’italiano con questo genere, così difficile da addomesticare col nostro idioma più adatto alla melodia, invece Marco riesce a farne un linguaggio di protesta convincente. Scorrono veloci “Fuggire”, “Sopravvivere Vivendo”, i testi restano sempre molto diretti ed incisivi, costruiti su cavalcate, che trasudano rock viscerale e coinvolgente. Ogni brano è un tassello di un unico compositivo, quasi fosse un concept album, cambiano le melodie, i giri armonici e i bersagli per gli strali del nostro, ma la forza del disco di Sanchioni è immutata dall’inizio alla fine. Alcuni brani mi sono piaciuti di più come “Canzone Per Me”, o il crescendo di “Il Mio Girotondo”, ma in fondo il disco mi è piaciuto tutto.

Il nuovo lavoro di Marco è un treno in corsa, un rock diretto che investe con forza, con un uso dell’italiano che colpisce e non lascia indifferenti, o lo si ama o lo si odia, non ci sono alternative. GB

Altre recensioni: Dieci Anni Dopo

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