Un
Rocker vero è colui che ti fa salire l’adrenalina, ma
per essere degno di questo epiteto deve soprattutto saperti emozionare.
Sin dai tempi di band come Deep Purple, Led Zeppelin passando per
Uriah Heep e via dicendo, non esiste un album senza alcune buone ballate.
Nella sua lunga e onorevole carriera il buon Soto ne ha scritte di
ballate, l’americano è appunto un vero Rocker.
Non possiamo considerare questo “Essential Ballads” un
vero e proprio greatest hits, visto che a disposizione ci sono solo
brani lenti, ma nell’insieme possiamo anche godere di buoni
assolo di chitarra e di ottime soluzioni corali. Ci sono tutte le
influenze che lo hanno accompagnato nell’arco della storia,
Rainbow, Malmsteen, Axel Rudi Pell e Deep Purple a dimostrazione della
versatilità, dote davvero rara nel contesto Hard Rock ed AOR.
Nel progetto si avvale della collaborazione di Gary Schutt al basso,
Howie Simon alla chitarra, Alex Papa alla batteria, Goran Elmquist
alla tastiera e Gorge Bernhardt alle chitarre e basso. I brani per
la cronaca sono sedici, tra cui tre inediti e tutti registrati fra
il 1995 ed il 2004. Purtroppo non siamo al cospetto di rivisitazioni,
ma solamente a delle rimasterizzazioni, che comunque riescono a rendere
giustizia a parecchie tracce. Le bonus tracks sono differenti dall’insieme
ascoltato, gradevoli, più allegre e ricche d’esperienza
a dimostrazione dell’avvenuta maturazione artistica di Soto.
I titoli sono : “Through It All”, “Last Mistake”
e “Another Try”.
“Essential Ballads” non è un album da avere assolutamente
e mi riferisco a tutti coloro che hanno già tutto di lui e
dunque qui poco hanno da suggere, ma chi non lo conosce appieno ed
ama anche le ballate di classe, allora troverà un gradevole
passatempo di settantuno minuti. E’ proprio vero che la classe
non è acqua. MS
Altre recensioni: Live at the Gods 2002;
Live in Madrid; Damage
Control
Intervista
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