Rock Impressions

Ataraxia - Paris Spleen ATARAXIA - Paris Spleen
Cold Meat Industry
Distribuzione italiana: Audioglobe
Genere: Gothic
Support: CD - 2006


La discografia degli Ataraxia si arricchisce di questo nuovo album, sono convinto che molti resteranno sorpresi ascoltando le composizioni proposte in questo spettacolare Paris Spleen. Penso in effetti che questo sia il lavoro più teatrale, gotico e ambizioso partorito dai musicisti emiliani, per il quale mi piacerebbe coniugare il termine “Grand Guignol Rock”. La musica medioevale che aveva contraddistinto buona parte della produzione artistica degli Ataraxia qui è solo accennata, anche se non è sparita del tutto, ma è però messa in secondo piano. Anche le raffinatezze degli ultimi lavori, penso ai mini cd e a Saphir, fa spesso capolino, ma è centellinata, quasi come dei momenti di spettrale poesia innestati in un tessuto drammatico e funereo.

Di certo il pubblico più dark del gruppo farà i salti di gioia ascoltando le note malsane e sguaiate di questo cd, che miscela musica cabarettistica a visioni orrorifiche di indubbia efficacia, la voce di Francesca è incredibile e spesso si ha l’impressione che non avrebbe potuto essere più perfetta di così. Anche Pagliari, il tastierista, è più incisivo rispetto agli ultimi lavori, mentre forse è il chitarrista Vittorio Vandelli l’elemento che più di tutti fa da ponte con il passato.

Ovviamente questo è un concept che va preso nel suo insieme, non ha senso fare un track by track, piuttosto è meglio lasciarsi trasportare interamente nel mondo immaginifico ricreato da questi straordinari artisti, un mondo degno dei migliori raccondi ottocenteschi d’orrore, da Lovecraft a Poe, senza ovviamente dimenticare la poetica del grande Baudelaire.

Paris Spleen è un lavoro colto, profondo, estremamente ricco, infatti ogni ascolto rivela nuovi particolari e nuove sfumature… Questo è un disco che non può essere consumato in fretta, in una volta sola, ma che richiede dedizione e pazienza, anche se basta davvero molto poco per innamorarsene.

Gli Ataraxia hanno fatto un lavoro grandioso, che sarà difficile dimenticare, anche se hanno già in uscita un nuovo album, Kemastra Nera, e una raccolta con inediti. Ma quanto ascoltato in preview sul sito lascia immaginare che sarà un ritorno a sonorità più soffuse e pacate, anche se sempre molto evocative. Io spero comunque che questa incursione nel mondo degli incubi non resti un episodio isolato nella discografia degli Ataraxia, perché sono stati davvero bravissimi! GB

Altre recensioni: Suenos; Mon Seul Desir; Des Paroles Blanches; Saphir;
Strange Lights; Arcana Eco; Kremasta Nera; Llyr;
Wind at the Mount Elo;
Deep Blue Firmament


Intervista

Live reportage: 2001; 2007

Articolo: Ataraxia, una band italiana pellegrina nel mondo

Artisti collegati: Vittorio Vandelli

Sito Web


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