Rock Impressions

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******* OVER THE TOP *******
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Pain Of Salvation - Remedy Lane Revisited PAIN OF SALVATION - Remedy Lane Revisited
Inside Out
Distribuzione italiana: Spin Go!
Genere: Prog Metal
Support: 2CD - 2016


Come ho avuto modo di scrivere anche per altre band, apprezzo quando un gruppo decide di rimettere mano ad un vecchio disco per dargli nuova vita. Potrebbe sembrare un’operazione commerciale, magari per spremere un po’ i soliti fans in un periodo di carestia di idee o per onorare qualche contratto che impone alla band di uscire con qualcosa. Però non credo che sia il caso dei gruppi di cui ho parlato, che sono quasi sempre mossi dalla passione più che dai guadagni, che oggi come oggi sono sempre più risicati. Poi questo disco per me ha un valore particolare, perché è il primo con cui ho conosciuto la band di Daniel Gildenlow. C’è da sottolineare che del gruppo originale ormai è rimasto solo lui e questo un po’ mi dispiace, per vari motivi, però Daniel ha saputo traghettare i POS fino ad oggi senza mai perdere un grammo di carisma. Non è un caso se quindi viene proposta la versione live del disco registrata nel 2014 con la nuova line up e la resa è comunque in linea.

Remedy Lane è il quarto album della band svedese e in qualche modo è quello che li consacra a livello internazionale. In seguito la band lavorerà con Jens Bogren (Opeth, Symphony X, Devin Townsend, Haken) e il desiderio di affidargli questo disco era forte ed ecco il risultato. Ma niente paura il nuovo album dei POS ha già un titolo: In the Passing Light of Day e si prevede la pubblicazione entro la fine dell’anno.

L’apertura è affidata alla breve “Of Two Beginnings”, il sound è brillante e potente. A seguire la bellissima “Ending Themes”, la band è nel suo massimo splendore e la nuova produzione ne esalta la potenza espressiva. Poi ci si può perdere nelle geometrie ardite di “Fandango”, brano quanto mai ruvido e immaginifico. Le emozioni si susseguono prepotenti in un disco che è bello in ogni sua angolazione. Come non ammirare le melodie nascoste nella possente “A Trace of Blood”? E poi la dolcezza squisita di “This Heart of Mine” ci sorprende piacevolmente prima della botta grossa… “Undertow”! Una canzone che mi commuove tutte le volte che l’ascolto. Da solo vale l’acquisto del disco. “Rope Ends” è uno dei momenti più propriamente prog del disco. Si prosegue sempre su livelli molto alti fino alla title track, sorta di summa dei temi musicali contenuti nel disco. Prima della fine c’è un altro pezzone, “Second Love”, Gildenlow e compagni sono tanto bravi con i pezzi duri come con quelli lenti e atmosferici, restando sempre assolutamente credibili.

Come è consuetudine per la Inside Out il disco esce in diversi formati, cd singoli, doppi, Lp e altro ancora, ma quello che conta è che Remedy Lane è un disco da favola e in questa nuova veste la sua bellezza è ancora più brillante. GB

Altre recensioni: Be; Be, Original Stage Production; Scarsick; Ending Themes; Linoleum;
Road Salt One; Road Salt Two
; Falling Home

Intervista

Live Report: 2005; 2013

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