Rock Impressions

BLUE ÖYSTER CULT – Live at Live Club, Trezzo (MI) 17/09/08
Di Giancarlo Bolther


Blue Oyster Cult at Trezzo (MI) 2008

Quando era arrivata la notizia che i BOC tornavano per la seconda volta in Italia nel giro di pochi mesi, non ci credeva quasi nessuno (dopo ventidue anni di sospirata attesa sembrava quasi uno scherzo), ma poi l’ufficialità della fonte ha risolto qualsiasi dubbio e il sogno di centinaia di fans italiani si è concretizzato (e pensare che ne avevo incontrati parecchi disposti ad andare in Francia per rivederli), questo grazie anche alla buona accoglienza che la band ha avuto alla data romana.

Come location è stato scelto il Live Club di Trezzo, che da quando è stato rinnovato sta diventando uno dei migliori locali per concerti del nord Italia, comodo da raggiungere con l’auto, anche se ha il difetto di non essere molto servito dai mezzi pubblici, ora ha una struttura molto più funzionale ed accogliente rispetto alla vecchia sede, che è poco distante dalla nuova.
Blue Oyster Cult at Trezzo (MI) 2008

La band arrivava da Monaco di Montecarlo ed è giunta al locale con oltre due ore di ritardo, questo non mi ha permesso di le libertà di movimento della data romana e così non ho potuto stare col gruppo prima del concerto, una piccola delusione che verrà poi ripagata nel seguito della serata. Sugli avvisi il concerto era annunciato per le 21 e 30, mentre sulla schedule del gruppo era fissato alle 22 e 30, questo ha indispettito il pubblico che non ha gradito l’attesa (per loro ingiustificata) di un’ora, a mio parere l’organizzazione dei concerti in Italia da questo punto di vista lascia molto a desiderare, perché mettere un orario quando questo poi non viene rispettato? Da un lato c’è il rispetto di chi cerca di fare il possibile per essere presente puntuale, dall’altro c’è la potenziale perdita di pubblico che non è potuto venire temendo di non avere il tempo necessario a raggiungere il locale e infine se si poteva iniziare alle 21 e 30 di un mercoledì, perché non approfittarne? Alcuni gruppi suonano di più se possono iniziare prima e poi si può andare tutti a casa un po’ prima, che non guasta. Va beh… anche questa è Italia.

Blue Oyster Cult at Trezzo (MI) 2008

La band parte col classico “This Ain’t the Summer of Love”, un brano che dà sempre la carica giusta ad inizio concerto, segue il blues malefico di “Before the Kiss” e sono scintille, il pubblico è già al settimo cielo e la band si compiace della reazione calda. Eric si dimostra più in forma rispetto alla data romana e canta di più, ma soprattutto a spingere il gruppo come un motore è la presenza di Rudy Sarzo, che ha un sound praticamente perfetto per i BOC. Seguono “Burning For You” e la stupenda “The Red and the Black”, quattro brani uno più bello dell’altro, con l’adrenalina che spinge al massimo. La raffinata “Harvest Moon” porta un po’ di rilassatezza sullo stage, anche se il brano ha degli assoli di chitarra da urlo. Castellano introduce Joan Crawford con un intro di tastiere che sinceramente non mi è proprio piaciuto, l’originale ha un pathos eccezionale, ma Castellano l’ha accorciato in modo esagerato privando il pezzo di quel momento di intenso mistero che rende indimenticabile la canzone, a parte questo l’esecuzione del pezzo poi è stata comunque ottima.

Blue Oyster Cult at Trezzo (MI) 2008

Poi è arrivata una devastante “ME 262”, questo brano ha davvero dato la temperatura del concerto, un’esecuzione eccezionale. Il momento per una ballad era maturo e il gruppo ha eseguito uno dei pochissimi lenti “I Love the Night”, che dal vivo ha reso davvero bene. All’inizio Buch ha avuto dei problemi col jack della chitarra (ribattezzata dal pubblico “the cheese guitar” a causa dei buchi stile groviera!), un piccolo momento di panico che si è risolto subito per il meglio. “Buck’s Boogie” ha riportato l’energia al giusto livello. Poi è stato il turno della memorabile “Black Blade”.
Blue Oyster Cult at Trezzo (MI) 2008

Per l’esecuzione della bellissima “Then Came the Last Day of May” la band ha chiamato il nostro Matteo Filippini sul palco per jammare insieme (Matteo aveva avuto Eric Bloom come ospite sul suo disco solista a nome Moonstone Project), il pezzo è stato trasformato in una lunga jam session con solo alla chitarra di Castellano, di Filippini e di Buck, poi anche Sarzo si è esibito in un solo scatenato con le dita che sembravano dei ragni sulle corde del suo basso micidiale. “Godzilla” è stata nuovamente l’occasione per vedere Rudy all’opera, inoltre il gruppo ha accennato un medley di brani di gruppi in cui Sarzo ha suonato. Buono anche l’assolo di batteria di Randino, che ha mostrato gusto e fantasia. Un assolo di Buck tutto giocato sul gusto (quindi nessun virtuosismo spericolato da guitar hero) ha preceduto l’esecuzione dell’indimenticabile “Don’t Fear the Reaper” (che tra gli altri ha ossessionato Stephen King).

Matteo Filippini with Blue Oyster Cult at Trezzo (MI) 2008


Una breve pausa ha preceduto i due bis della serata, il primo è stata una tellurica “I’d Like to See You in Black”, che può essere considerato il brano migliore degli ultimi BOC e infine la classica “Hot Rails to Hell”, che ha lasciato un pubblico entusiasta. Concerto memorabile, una spanna sopra l’esibizione di Roma.

Finito il concerto Buck è sceso a firmare gli autografi e a scattare qualche foto coi fans, in quell’occasione mi ha chiamato per dirmi di raggiungerlo nei camerini, ovviamente per me è stato un vero regalo, così finalmente abbiamo potuto scambiare un breve conversazione. Eric e Buck sono rimasti entusiasti dei due concerti italiani e hanno affermato che vogliono tornare ancora a suonare nel nostro paese e noi li stiamo già aspettando!

Set list:
This Ain’t the Summer of Love
Before the Kiss
Burning For You
The Red and the Black
Harvest Moon
Joan Crawford
ME 262
I Love the Night
Buck’s Boogie
Black Blade
Then Came the Last Day of May
Godzilla
Solo di Buck
Don’t Fear the Reaper
Encores:
I’d Like to See You in Black
Hot Rails to Hell

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Recensioni: Heaven Forbid;
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Retrospettiva

Interviste: 1998; 2008

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